Torrette, tra Mc Donald’s e Uscita Nord. Rubini (SEL-ABC):” Futuro nero per il quartiere.”

COMUNICATO STAMPA

Torrette, tra Mc Donald’s e Uscita Nord.FullSizeRender
Rubini (SEL-ABC):” Futuro nero per il quartiere.”

Da anni Torrette occupa un ruolo centrale nel dibattito sullo sviluppo della città.
Per anni vittima delle bugie sull’uscita ovest ed oggi, con gli stessi ed immutati problemi di sempre, al centro di una serie di progetti che rischiano di condannare il quartiere ad altro smog e traffico.
Oltre all sbandierata Uscita a nord che, aldilà dei proclami della giunta già tra i responsabili della bufala dell’uscita ad ovest, si sta, ad appena pochi mesi dal suo annuncio, impantanando nella giravolta dei progetti per il tracciato, è stato il vicesindaco Sediari ad annunciare l’imminente arrivo nel quartiere di un nuovo MC Donald’s.
Il colosso del fast food sorgerà a pochi metri dall’ospedale regionale in un’area già venduta alla multinazionale per 700 mila euro.
Un altro attratore di traffico e smog vedrà dunque la luce a pochi passi da un quartiere già da decenni martoriato da un incessante flusso di mezzi pesanti e dalla presenza di un’ospedale regionale in continua espansione.
Quello che viene dunque da chiederci è se esista una progettualità di lungo termine per una zona della città dall’importanza strategica per tutto il territorio.
Come sarà possibile far convivere un quartiere così densamente popoloso con un massiccio ospedale regionale, una grande infrastruttura stradale ed un’ulteriore grande catalizzatore come il MC Donald’s?
Rimane la volontà dell’amministrazione comunale di aggiungere a tutto questo la trasformazione dell’ex Centrale del Latte in un’ulteriore centro commerciale?
L’impressione è che, ancora una volta, si agisca in preda all’improvvisazione, senza una visione d’insieme, ma sopratutto senza l’intenzione di mettere al centro il benessere del territorio e la salute dei cittadini.
Il terribile presagio è che Torrette continuerà ad essere vittima incolpevole di uno sviluppo urbano senza regole e logica.

Francesco Rubini, capogruppo SEL-Ancona Bene Comune

Caso Baldini, Rubini (SEL-ABC): ” Governo regionale e nazionale completamente assenti”

Caso Baldini, Rubini (SEL-ABC):

” Governo regionale e nazionale completamente assenti” gazebo-e-striscioni-730x448

Molto si è parlato in queste settimane del clamoroso caso della chiusura della ditta Baldini di Camerano vittima di un vero e proprio sopruso da parte della società autostrade.

 In molti, politici e non, hanno preso parola per denunciare un accadimento assurdo che continua a mettere a rischio una realtà lavorativa solida e di eccellenza nel territorio, e con lei i suoi 15 dipendenti.

 Ad oggi, in attesa dell’esito della vicenda giudiziaria in atto in tribunale, una soluzione politica definitiva continua a non vedersi, malgrado il clamore mediatico che da giorni interessa ormai anche i media nazionali.

 Da questo punto di vista, per rispetto della verità dei fatti e per respingere una sorta di vulgata demagogica che vorrebbe tutti allo stesso modo responsabili di una situazione così grave e assurda, ci teniamo a sottolineare come, in verità, i responsabili politici della vicenda siano stati ben chiari a tutti fin dal primo giorno di presidio degli operai Baldini.

 Non è più possibile tacere infatti le gravi e comprovate responsabilità del governo nazionale e locale, entrambi monocolore PD, entrambi totalmente incapaci di intervenire nei confronti di un’azienda PUBBLICA come di fatto è la società autostrade che, invece di investire i denari incassati dai salati pedaggi autostradali in opere manutentive e di miglioramento della rete, chiude decine di ponti in tutto il paese per liberarsi di ogni responsabilità di fronte ad ulteriori ed eventuali crolli.

Nè il governo centrale nè tanto meno quello regionale sono stati infatti in grado di svolgere alcun ruolo di pressione e risoluzione della controversia abbandonando l’azienda e i suoi dipendenti ad una battaglia lunga ed estenuante: non pervenuto il ministro Delrio, introvabile il presidente della regione Ceriscioli, uccel di bosco il deputato Lodolini capace di fare poco altro che un comunicato stampa e depositare un’interrogazione parlamentare, pur passando gran parte del suo tempo a Roma, fianco a fianco di ministri e sottosegretari.

 Eppure, tutti loro, aldilà delle chiacchiere, avrebbero una lunga serie di poteri politici e giuridici per intervenire nei confronti di una società che, piuttosto che unicamente ripartire tra i suoi vertici gli ingenti profitti e guadagni prodotti, dovrebbe, in linea con la sua natura di società di pubblico servizio, occuparsi di garantire a milioni di cittadini il libero e sicuro transito stradale lungo tutto il paese.

 Quanto a noi, forza politica di opposizione e di minoranza, sprovvista dei poteri di cui sopra, continueremo a lottare al fianco degli operai della ditta Baldini e di chiunque altro si ritroverà a combattere inaccettabili soprusi.

Francesco Rubini, capogruppo SEL – ANCONA BENE COMUNE

Palazzo del Mutilato, Rubini (SEL-ABC):”Al fianco della Maltoni, tuteliamo i nostri beni comuni”

COMUNICATO STAMPA

Palazzo del Mutilato, Rubini (SEL-ABC):”Al fianco della Maltoni, tuteliamo i nostri beni comuni”
palazzo_del_mutilato_-_ancona
La vicenda del Palazzo del Mutilato, ex sede del consiglio regionale delle Marche, non ci stupisce.
È un film già visto fatto dallo stesso copione e dagli stessi attori: politici di centrosinistra e centrodestra che prima abbandonano il nostro patrimonio pubblico lasciandolo marcire e poi decidono di svenderlo al primo compratore privato.
Una logica folle che sta regalando pezzi interi delle nostre città alla speculazione privata privando la cittadinanza di luoghi che potrebbe invece essere destinati a scopi aggregativi, socio-culturali, artistici e tanto altro.
Nel caso specifico la vicenda assume contorni ancor più gravi se consideriamo il fatto che dentro quel palazzo ci sono ancora pezzi pregiati tra pitture e sculture che vanno ad aggiungersi alla bellissima facciata.
La battaglia di Alessandra Maltoni, nipote dello scultore autore del bassorilievo che domina il balcone frontale, è dunque una battaglia innanzitutto di civiltà, una sfida importante contro la logica privatistica che da anni aggredisce i nostri beni comuni, un’occasione per dimostrare che oltre il profitto fine a se stesso c’è molto altro.
A lei e alle sue ragioni va il nostro pieno sostegno politico, coerentemente con le nostre numerose vertenze a difesa dei beni collettivi.

Francesco Rubini, capogruppo SEL-Ancona Bene Comune

Accessibilità Portonovo, Rubini (SEL-ABC): “Non serve nessuna grande opera, si chiuda la baia al traffico privato.”

COMUNICATO STAMPA

Accessibilità Portonovo, Rubini (SEL-ABC): “Non serve nessuna grande opera, si chiuda la baia al traffico privato.”
portonovo
Come un mantra senza fine anche quest’anno, all’indomani della stagione estiva, è ripartito il palio della sparata grossa su Portonovo: funivie, cremagliere, ulteriori strade e chi più ne ha più ne metta.
Una sfilza di proposte ai limiti dell’incredibile per una zona che date le sue qualità paesaggistiche e naturali, è già fin troppo urbanizzata.
Portonovo non è Rimini nè tantomeno Gallipoli, ma bensì un luogo nel cuore di un Parco protetto all’interno di un delicato ecosistema retto da delicati equilibri.
È dunque arrivata l’ora di mettersi tutti in testa che in quell’area si è già fatto troppo e che non ci sono più margini per nessun altro intervento di urbanizzazione, pena la scomparsa di Portonovo in quanto luogo naturale.
Bisognerebbe piuttosto discutere una volta per tutte della chiusura totale della baia al traffico privato e del potenziamento massiccio dei collegamenti via trasporto pubblico, tanto dai principali centri abitati limitrofi, quanto dal parcheggio scambiatore a monte della spiaggia.
È questa l’unica soluzione in grado di garantire sostenibilità ambientale, tutela paesaggistica, fruibilità dell’area e sicurezza del luogo.
Tutto il resto rischia di compromettere pesantemente un luogo che, malgrado la speculazione umana, continua a (re)esistere nella sua unicità paesaggistica ed ambientale.

Francesco Rubini, capogruppo SEL-Ancona Bene Comune

Fatti del 25 aprile, ODG: Ferma condanna, Sindaco chieda scusa.

ORDINE DEL GIORNO  

Oggetto: comportamenti Sindaco celebrazioni 25 Aprile

manc mang

Visto che

-         Durante le celebrazioni del 25 aprile, il sindaco di Ancona ha abbandonato volontariamente il palco riservato alle Istituzioni durante l’intervento del rappresentante nazionale dell’ANPI;

Considerato che

-         Il 25 aprile, festa della liberazione dal nazi fascismo, rappresenta per il paese una festa di libertà e democrazia che unisce tutti gli italiani;

 

-         L’ANPI rappresenta da sempre la viva memoria partigiana e si impegna in tutto il territorio nazionale per propagandare e divulgare i valori costituzionali figli della resistenza;

Sottolineato che

-         Il sindaco è il rappresentante massimo delle istituzioni cittadine e deve saper rappresentare i suoi cittadini nella totalità delle loro tendenze e dei loro pensieri democraticamente espressi;

 

-         Abbondonare il palco del 25 aprile in segno di protesta politico-partitica contro un’organizzazione come l’ANPI, oltreché palesare una grave inadeguatezza storico culturale da parte di chi dovrebbe rappresentare la nostra città, è un gesto di violenta scorrettezza istituzionale;

 

-         Ancona vanta una gloriosa storia di resistenza partigiana oltreché di città democratica ed antifascista;

Il Consiglio comunale di Ancona:

Condanna con fermezza il gesto del Sindaco Valeria Mancinelli, ne prende con determinazione le distanze ed invita il primo cittadino alle scuse pubbliche nei confronti dell’ANPI e di tutta la città.

 

Francesco Rubini Filogna