SEL – ABC e PCI:”Garantire Servizi pubblici efficienti e i  diritti di chi lavora.”

COMUNICATO STAMPA

Servizi Pubblici, diritti :”Garantire Servizi pubblici efficienti e i diritti di chi lavora.”

L’amministrazione comunale fa la voce grossa, come è solita fare, ma l’azione giudiziaria negativa per i lavoratori non deve essere l’alibi per ostacolare e negare il confronto con  i lavoratori e le lavoratrici e le loro rappresentanze. Questo infatti è quello che è avvenuto e sta accadendo in pieno stile “Mancinelliano”.
Le numerose riorganizzazioni della macchina comunale da parte della giunta Mancinelli sono avvenute in totale assenza di confronto con le RSU e senza che questo abbia inciso positivamente sull’efficienza della struttura: azioni unilaterali condotte come se i dipendenti del Comune fossero pedine da spostare a piacimento del Sindaco e dei suoi yesman.
Se i servizi  tuttora mantengono  un livello qualitativo accettabile lo si deve proprio ai soli lavoratori, ma  molti settori non ce la fanno più.
La pratica delle privatizzazioni è sbagliata e non si possono bypassare impunemente le pratiche democratiche.
Per assicurare alla città servizi efficacemente gestiti in forma pubblica  è necessario riaprire il confronto e  garantire il riconoscimento dei diritti di chi lavora attraverso il contratto collettivo aziendale.
Le esternalizzazioni, come è avvenuto per le mense scolastiche e come rischia di avvenire per il trasporto pubblico locale , hanno prodotto maggiore sfruttamento del lavoro senza alcun vantaggio per l’utenza.
Il PD smetta dunque di comportarsi in maniera pericolosamente autoritaria e riapra subito il confronto con i lavoratori e le loro rappresentanze.

Francesco Rubini, capogruppo SEL-Ancona Bene Comune
Ruggero Giacomini, Partito Comunista Italiano

MOZIONE: STOP ALLE BOMBE NUCLEARI IN ITALIA

MOZIONE

OGGETTO: Per il rispetto del Trattato di non proliferazione nucleare.

 

Il Consiglio comunale ricordato che:

 

- secondo i dati forniti dalla Federation of American Scientists (FAS), Federazione degli scienziati americani, l’Italia custodisce il più alto numero di armi nucleari statunitensi schierate in Europa, settanta ordigni B-61 su un totale di centottanta, presenti nelle basi militare di Ghedi-Torre e di Aviano;

- è stata ufficialmente autorizzata dalla National Nuclear Security Administration (NNSA) la B61-12, nuova arma con una testata nucleare dalla potenza media pari a quella di quattro bombe di Hiroshima;

- foto satellitari, pubblicate dalla FAS, mostrano le modifiche già effettuate nelle basi di Aviano e Ghedi-Torre per installarvi le B61-12;

- l’Italia, che fa parte del Gruppo di pianificazione nucleare della North Atlantic Treaty Organization (NATO), mette a disposizione non solo il suo territorio per l’installazione di armi nucleari, ma anche piloti italiani che, dimostra la FAS, sono addestrati all’attacco nucleare sotto comando Usa con i cacciabombardieri Tornado schierati a Ghedi;

- anche i previsti caccia F-35 destinati all’aeronautica italiana saranno integrati, come annunciato dall’U.S. Air Force, con la B61-12.

 

Considerato che:

 

- in tal modo sarebbe violato il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, firmato nel 1969 e ratificato nel 1975, il quale all’articolo 2 stabilisce: “Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, che sia Parte del Trattato, s’impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente”;

- tali nuovi armamenti abbasseranno ulteriormente la soglia nucleare, rendendo più probabile un attacco atomico;

- con la presenza simultanea sul territorio di B61-12, F-35 e della stazione Mobile User Objective System (MUOS), sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare degli Stati Uniti d’America, l’Italia, in un preoccupante quadro di corsa al riarmo atomico, diventa un bersaglio prioritario di usitinuclearin’eventuale rappresaglia nucleare.

(il testo continua sotto l’immagine)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Impegna la Giunta comunale a richiedere al Governo di rispettare il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari e, attenendosi a quanto esso stabilisce, far sì che gli Stati Uniti rimuovano immediatamente qualsiasi arma nucleare dal territorio italiano e rinuncino a installarvi le nuove bombe B61-12 e altre armi nucleari.

 

FRANCESCO RUBINI FILOGNA

STEFANO CRISPIANI

Lettera al ministro Delrio: basta danni ed incompiute, si investa sul trasporto su ferro.

 

 

On.le

Ministro Infrastrutture e Trasporti

Graziano Del Rio

 le città in comune

OGGETTO: Uscita mezzi pesanti dal porto di Ancona

Preg.mo Ministro

I sottoscritti gruppi consiliari e forze politiche intendono portare alla Sua attenzione la questione della uscita dei mezzi pesanti dal porto di Ancona, della quale ormai si discute da più di 30 anni.

I recenti chiarimenti circa l’ irrealizzabilità e insostenibilità dell’opera stradale “uscita ad ovest” finora condivisa da Comune di Ancona, Provincia di Ancona, Regione Marche e A.N.A.S., anche se tardivi, confermano il fallimento totale delle amministrazioni di centro-sinistra di questo territorio impegnate per trent’anni a perseguire la realizzazione di un infrastruttura da sempre considerata economicamente ed ambientalmente insostenibile.

A tale proposito è indubbio che la scelta strategica di medio lungo termine su cui bisognava lavorare fin da subito è quella del trasferimento di parte del traffico pesante dalla gomma alla ferrovia, che si rivela sicuramente economico e funzionale per i tragitti di lunga percorrenza. Comune, Regione, Autorità portuale e RFI hanno tutte le competenze per impostare un progetto di questo tipo che avrebbe inoltre la possibilità di riaprire il meritevole progetto della metropolitana di superficie, anch’esso affossato dagli stessi rappresentanti di PD e alleati.  Questo è a nostro avviso l’oggetto su cui stipulare un’intesa oggi e quello per cui ci battiamo, inascoltati e solitari, da sempre.

Con riguardo invece alla infrastruttura stradale “uscita a nord” abbiamo avuto l’impressione che l’accelerazione dei tempi da parte del Comune, oltre a denotare scarsissimo senso della democrazia, rischi di portare ad altre scelte inopportune e di breve respiro che, dopo trent’anni di bugie, suonerebbero come le beffa definitiva per la città e l’intera zona.

Soprattutto perché non sembra tener conto dei contributi e degli approfondimenti che pure in questi anni sono stati numerosi ed importanti.

Volendo accennare brevemente al merito dell’opzione individuata in questi giorni dall’Amministrazione comunale permangono forti elementi di problematicità:

1)      da un punto di vista squisitamente urbanistico appare discutibile appesantire ulteriormente le infrastrutture presenti lungo la costa, che al contrario andrebbero dirottate verso l’interno. Tanto più che il Comune ha intenzione di dar vita al lungomare della città proprio nella zona a nord di Ancona, a pochi metri di distanza dalla strada camionabile;

2)      l’attraversamento della strada su un’area interna alla cd. grande frana resta a nostro avviso una questione dirimente. La scelta operata dalla Regione della convivenza leggera con il problema della frana si basa sul monitoraggio continuo, in tempo reale, dei movimenti del terreno. Ciò che in caso di pericolo consentirebbe lo sgombero delle abitazioni e la chiusura del traffico stradale e ferroviario, evitando danni alle persone, ma certamente non alle infrastrutture, con tutto ciò che ne conseguirebbe.

3)      oscuri, ad oggi, sono i contorni della mastodontica operazione di interramento del piede della grande frana da realizzare con gli inquinanti fanghi portuali.

Al riguardo delle opere paventate ricordiamo, ad esempio, che, nel 2005, quando ANAS fece uno studio comparativo tra le ipotesi di uscita a ovest, all’evidente fine di sostenere l’opzione dell’amministrazione comunale che solo ora è stata dichiarata sbagliata, ipotizzò uno scenario di aumento dei flussi di traffico per i successivi 30 anni paragonabile a quello degli anni ’90, con arrivo e sbarco contemporaneo dei traghetti e dei TIR al porto di Ancona. Scenario del tutto illogico e paradossale! Con il solo risultato di aver fatto perdere un altro decennio alla città e al suo porto.

Questa lezione vi impone rigore e onestà intellettuale nell’iniziativa che state per intraprendere.

Ancona non può più permettersi danni ed incompiute.

Auguri di buon lavoro!

 

GRUPPO CONSILIARE SEL – ANCONA BENE COMUNE

SINISTRA ITALIANA, CIRCOLO DI ANCONA

PARTITO COMUNISTA D’ITALIA, SEZIONE DI ANCONA

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, FEDERAZIONE PROVINCIALE

POSSIBILE, COMITATO DI ANCONA

Qualità dell’aria, Rubini (SEL-ABC):” I dati di Lagambiente certificano il fallimento totale di PD e alleati.”

COMUNICATO STAMPA

Qualità dell’aria, Rubini (SEL-ABC):” I dati di Lagambiente certificano il fallimento totale di PD e alleati.”smog-roma

Che ancona muoia quotidianamente di smog e traffico non è una novità, lo denunciamo da anni con comunicati stampa, interventi in Consiglio, mozioni, ordini del giorno e molteplici altre iniziative.

A certificare quello che diciamo da sempre arrivano oggi, impietosi, ancora una volta, i dati sulla qualità dell’aria presentati da Legambiente nel dossier annuale dal titolo “Mal’aria”.

Tali dati, non solo evidenziano in tutta la sua tragicità la presenza di una sola centralina per i rilevamenti presente a Cittadella, nel bel mezzo dell’area più verde della città, ma palesano, malgrado la zona di raccolta delle rilevazioni lontana dal caos del centro, numerosi sforamenti dei limiti di particelle inquinanti presenti nell’aria.

Tutto questo non fa altro che rappresentare una situazione ormai divenuta intollerabile tanto per la sostenibilità ambientale del capoluogo marchigiano, quanto per i crescenti rischi per la salute dei cittadini anconetani quotidianamente sottoposti ad una mole di smog non più sopportabile.

Il quadro assume contorni catastrofici se valutato in relazione alle politiche intraprese dalla giunta Mancinelli impegnata in prima linea nella solita ed illogica strategia dell’incentivo perpetuo del traffico privato: chiusura della stazione marittima, parcheggi gratuiti in centro durante le festività, nessun ampliamento della ZTL, totale tolleranza della sosta selvaggia, fantomatiche proposte di parcheggi a raso sopra Piazza Pertini, nessuna politica alternativa sulla mobilità dolce e sostenibile.

Un fallimento totale su tutti i fronti che, ogni giorno di più, rischia di mettere a repentaglio la salute di ognuno di noi.

Urge un cambiamento radicale prima che sia troppo tardi.

Francesco Rubini, capogruppo SEL – ANCONA BENE COMUNE

Parcheggi su Piazza Pertini, Rubini (SEL-ABC): “Ennesimo scempio”

smog-romaCOMUNICATO STAMPA

Parcheggi su Piazza Pertini,

Rubini (SEL-ABC): “Ennesimo scempio”

Tra i tanti proclami della giunta Mancinelli, evidentemente già in campagna elettorale, quello sul futuro di Piazza Pertini è senza dubbio il più preoccupante. La cricca del PD infatti, dopo aver realizzato durante l’era Sturani, una piazza senza alcuna logica estetica e funzionale, oggi, a seguito di anni di abbandono e totale assenza di progettualità, propone di farne un bel parcheggio a cielo aperto dislocato sul perimetro attualmente in uso alla sosta dei motorini. Più di 50 posti macchina da concedere alla società che, con tariffe ampiamente onerose per i cittadini, gestisce già il park sotterraneo. Un’idea semplicemente irricevibile per una città già ampiamente stressata dal problema traffico e smog, antistorica se paragonata ai progetti di riqualificazione urbana che in tutta Europa sperimentano a partire dalla sostenibilità ambientale e dalla piena fruizione pedonale dei centri città. Da anni diciamo che bisognerebbe invertire la rotta, disincentivare l’entrata delle auto private in centro, liberarlo dal traffico e dalla sosta a raso, aprire oltre corso Garibaldi la zona a traffico limitato per realizzare una grande area perdonabile e ciclabile; non a caso, tra le altre cose, abbiamo proposto l’implementazione di uno skate park proprio in Piazza Pertini. È evidente che però nessuno intende ascoltarci, ma anzi rafforzare un concetto di città contro i cittadini in cui vengono prima le auto e lo smog del diritto di ognuno di noi di poter vivere liberamente la nostra città. Le piazze dovrebbero essere luoghi di aggregazione, incontro, socialità, spazi per i bambini e per i più anziani. Immaginare di riempirle di autovetture è semplicemente uno scempio.

Francesco Rubini , capogruppo SEL – Ancona Bene Comune